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Lungarotti: la storia del vino in Umbria

Lungarotti

Lungarotti è la storia del vino in Umbria, una storia d’amore tramandata per molte generazioni. Fondata da Giorgio Lungarotti, l’azienda oggi è condotta con impegno e passione da Chiara e Teresa e dalla madre Maria Grazia

Simbolo di eccellenza del vino in Umbria e in tutta Italia, la storia di Lungarotti è una storia di successi fondata su una viticoltura di qualità, che negli anni è stata capace di creare attorno al vino un circuito virtuoso che pone le sue basi sulla valorizzazione del patrimonio storico e culturale che costituiscono la filosofia Lungarotti.

La storia di Lungarotti

Le origini dell’azienda Lungarotti sono molto antiche, attiva sin dal 1700 quando la famiglia Lungarotti produceva già olio, vino e miele nella Valle del Tevere. Un’attività che si è consolidata negli anni fino ai primi del 1900, quando Giorgio Lungarotti era già un nome illustre del vino, ai tempi venduto solo localmente. 

Nel 1949 inizia una fase nuova per l’azienda che si spinge verso una coltura specializzata sulle colline di Torgiano, dove iniziarono a sorgere una distesa di vigneti. A metà degli anni ‘50 nasce Cantine Lungarotti Spa che riunisce in un unico luogo le cantine della famiglia Lungarotti.Inizia così la storia del vino rosso Rubesco e del bianco Torre di Giano

Nel 1970 inizia un fitto rapporto commerciale con il Regno Unito. Un amore nato dagli elogi del noto giornalista David Peppercorn. Nello stesso anno nasce anche una selezione speciale del Torre del Giano, uno dei primi vini bianchi maturati in legno. 

Nel 1974 viene inaugurato il Museo del Vino, un viaggio nel mondo del vino attraverso le raccolte d’arte che esprimono il legame tra passato e futuro dell’enologia. 

In questi anni la famiglia Lungarotti inizia a lavorare a un altro tipo di vino prodotto da Sangiovese, Canaiolo e Cabernet. Nasce il San Giorgio uno dei più noti prodotti di questa cantina. 

Gli anni ‘90 sono gli anni del reimpianto dei vigneti e nel 1996 Lungarotti installa 5 macro aree all’interno della tenuta di Torgiano, nuove strumentazioni che rendono possibile un’analisi dei dati all’avanguardia. 

Nel 1999 muore Giorgio Lungarotti, la figlia Chiara diviene Amministratore unico delle società del Gruppo Lungarotti, che gestisce insieme alla sorella Teresa Severini. Entrambe in azienda da molti anni, specializzate rispettivamente in viticoltura ed enologia, assicurano continuità ed entusiasmo per guidare l’azienda verso il nuovo millennio. 

Nel 2018 è stata riconosciuta all’azienda una corretta gestione sostenibile per tutti e 4 gli indicatori previsti dal disciplinare (territorio, aria, vigneto e acqua) dopo una serie di verifiche iniziate circa 2 anni prima. Lungarotti è la nona organizzazione italiana a conseguire la certificazione VIVA e la prima in Umbria.

Chi era Giorgio Lungarotti

Dopo la laurea in Agraria all’Università degli Studi di Perugia, Giorgio entrò nell’azienda di famiglia specializzandosi in più settori, tra cui la viticoltura. 

Tra la fine degli anni ‘40 e gli inizi degli anni ‘50 inizia a dedicarsi appieno alla viticoltura e nel 1962 uscì la sua prima annata di Rubesco, prodotto già ai tempi con metodi e tecnologie consapevoli. 

Giorgio Lungarotti segnò una svolta storica per la storia del vino in Umbria e in tutta Italia, nel 1981 fonda a Torgiano il Banco di Assaggio dei Vini d’Italia in collaborazione con il Ministero dell’Agricoltura e della Regione Umbria

Le tenute Lungarotti

  • La tenuta di Torgiano: alle porte del borgo di Torgiano, si sviluppa come una lunga tettoia che dispone di una cantina che negli anni è cresciuta al passo con le vigne. I vini qui prodotti sono tutti vini certificati, seguiti in ogni fase del processo di vinificazione. Qui tra macchinari, botti e barriques si snoda un percorso suggestivo che giunge al caveau, l’archivio storico dell’azienda, dove sono preziosamente custodite le vecchie annate. 
  • La tenuta di Montefalco: fu grazie all’operato di Giorgio Lungarotti che Montefalco nel 1979 ottenne la Denominazione di Origine Controllata. Per questo nel 2000 i successori di Giorgio Lungarotti acquistarono circa 20 ettari di terra dove vengono prodotti il Sagrantino, il Montefalco Rosso, il Sagrantino Passito e la Grappa Riserva di Sagrantino. La tenuta si trova a Turrita di Montefalco ed è completamente sotterranea. Esternamente è circondata da un vigneto e da una villa che gode di un panorama unico. I vigneti sono coltivati in regime biologico dal 2010 e i vini sono certificati bio a partire dall’annata del 2014.

I nostri vini Lungarotti

 

  • Rubesco Torgiano DOC Rosso 2019: prodotto al 90% con uve Sangiovese e al 10% con uve Colorino, raccolte durante il mese di Settembre. Questo vino affina in botte per 12 mesi, e per ulteriori 12 mesi in bottiglia. Rosso dal corpo equilibrato, ha bel colore rubino e profumi tipicamente speziati con decisi richiami al pepe e al tabacco dolce e sottofondo di confettura rossa e violetta. Di piacevole bevibilità, ha buona concentrazione, tannino maturo e armonico con lungo retrogusto fruttato. Perfetto per accompagnare primi piatti e risotti, è ideale in abbinamento a carni rosse alla brace, carni bianche, salumi e formaggi stagionati.
    • Rubesco Vigna Monticchio:  prodotto all’80% con uve Sangiovese e al 20% con uve Canaiolo, raccolte durante il mese di ottobre. Questo vino affina in botti di rovere per circa 12 mesi e per ulteriori 4 anni in bottiglia. Colore rubino di grande intensità e un naso che sa di prugna, mora, viole appassite, pepe nero oltre ad una rinfrescante vena balsamica mentolata. Il sorso tratteggia un vino pieno e suadente, estremamente gustoso. Perfetto per accompagnare carni rosse alla brace, è ideale in abbinamento ad arrosti e formaggi stagionati.
    • San Giorgio 2017: Un rosso particolarmente longevo, con una maturazione in barrique di circa 12 mesi, a cui segue un affinamento in vetro di oltre 3 anni. Rosso rubino molto intenso con riflessi granato, al naso esprime profumi fruttati con note di cassis e mirtillo, e persistente confettura di prugna. Al palato è caratterizzato da un attacco decisamente concentrato, denso e polposo, con tannini maturi e avvolgenti e finale lungo e persistente. A tutto pasto, si esalta con arrosti di carne rossa, cacciagione, selvaggina, formaggi piccanti.
  • Montefalco Rosso Doc 2017: fatto maturare per 12 mesi in barrique e botti piccole (30 hl) e 6 in bottiglia prima di essere immesso sul mercato. Bel rosso corposo, con accesi toni violacei, profumo intenso con note di cacao e spezie verdi, chiodi di garofano e cannella. Al gusto è armonico, con tannini fitti, morbidi e maturi e retrogusto persistente e moderatamente austero. Perfetto in abbinamento con carni bianche in umido, piatti a base di funghi e si sposa molto bene anche con primi piatti di ragù di carne.
  • Montefalco Sagrantino DOCG 2014: Rosso porpora profondo e intenso, dal profumo complesso di frutti rossi, marasca, ribes e lampone, e delicate note di tabacco dolce e cacao, e ancora erbe officinali nel finale. La struttura è densa, con tannino ricco ma armonico, di grande spessore; il frutto è sostenuto da una fresca acidità, e il retrogusto, persistente, è di confettura.Si esalta con arrosti di carne rossa, maiale, cacciagione e selvaggina alla ghiotta e formaggi piccanti.
  • L’U Rosso Umbria IGT 2019: La perfetta armonia di L’U si deve a un sapiente blend di Sangiovese, Merlot e una piccola percentuale di altre varietà locali a bacca rossa. Affinato 6 mesi in barrique e diversi mesi in bottiglia. Rosso rubino brillante il colore al calice, con evidenti riflessi violacei alla vista. Il naso è inizialmente caldo e fruttato, caratterizzato da richiami alla visciola, alla marasca e alla frutta sotto spirito, e successivamente arricchito da ricordi di caffè, spezie dolci e cacao. Vino moderno e brioso, ideale per abbinamenti creativi con primi piatti terra, secondi di carne, ottimo con una buona pizza e con formaggi stagionati ed erborinati.
  • Ilbio Rosso Umbria IGT 2019: un rosso di media struttura, dotato di buona longevità e di un’ottima versatilità quando si parla di abbinamenti in cucina. Si tratta di un sagrantino coltivato a conduzione biologica (come dice il nome), che nasce da terreni argillosi, e affina in botti grandi per dieci mesi e sei mesi in bottiglia.Colore, rosso intenso e brillante con un profumo ampio ventaglio olfattivo: liquirizia, cannella, resina di pino e tabacco dolce, con finale deciso su spezie dolci e confettura. Gusto elegante e molto avvolgente, ha buona alcolicità, un bel richiamo alla frutta rossa e un tocco balsamico; tannini soffici e fitti. Retrogusto persistente e dal tannino di buon equilibrio. Ottimo con primi a base di funghi, e piatti a base di carne.
  • Spumante Brut Millesimato 2017: Lo spumante Metodo Classico VSQ Brut Millesimato è un’elegante espressione del saper fare della cantina Lungarotti. Le uve Chardonnay e Pinot Nero sono trasformate con attenzione e cura in un sorso che restituisce le qualità organolettiche donate dal terroir di Torgiano. Un vino spumante brillante e fragrante, adatto per accompagnare aperitivi, antipasti, minestre leggere e piatti a base di pesce in occasioni importanti.

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