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Chi ha più DOCG in Italia?

Vini Docg in Italia

DOCG significa letteralmente “Denominazione di Origine Controllata e Garantita”. Si tratta di un’etichetta italiana dei vini che serve per garantirne la qualità e ne assicura l’origine geografica. 

La storia di questo marchio inizia nel 1963, anno in cui nasce la “Denominazione di Origine Controllata” o DOC che serviva per regolamentare la produzione del vino italiano. Nel 1980, poi, alcune aree di produzione diventarono DOCG. 

Questi vini devono rispettare alcuni criteri di produzione e per ricevere l’etichetta devono superare i controlli prima di essere venduti, affinché siano garantiti gli alti standard di qualità e autenticità.

Ma veniamo alla domanda di partenza. Chi ha più DOCG in Italia?

Innanzitutto possiamo sin da subito notare che ci sono due regioni tra cui si dividono per la maggior parte le etichette DOCG italiane. Sono il Piemonte, con ben 19 denominazioni. Seguono il Veneto con 14 e la Toscana con 11. In tutta Italia, attualmente, le DOCG sono 78. Un numero destinato a crescere nei prossimi anni grazie all’impegno e alla valorizzazione dei vini italiani. 

Scopriamo più da vicino i vini DOCG italiani.

DOCG Piemontesi

Vino Barolo Docg

Il Piemonte è una regione che si identifica con l’eccellenza vitivinicola, ospitando una vasta gamma di vini distinti, ognuno con il proprio carattere e storia. Infatti è la regione con più DOCG in Italia, ne conta ben 19. Immergiamoci nei dolci colli del Piemonte per scoprire l’essenza di sei dei suoi rinomati vini DOCG

  • Alta Langa: sono spumanti di alta qualità, prodotti con uve Pinot Nero e Chardonnay. Hanno un colore giallo paglierino brillante o rosa tenue per i rosati. Al naso, offrono un bouquet complesso con sentori di lievito, crosta di pane, frutta secca e vaniglia. Al palato, sono secchi, sapidi e armonici, con bollicine fini e persistenti. Sono perfetti con piatti di pesce e formaggi freschi, e migliorano con l’invecchiamento.
  • Asti:  spumanti dolci e aromatici, prodotti con uve Moscato Bianco. Hanno un colore giallo paglierino che può arrivare fino al dorato tenue, con bollicine fini e persistenti. Al naso, sono intensi e delicati, con note floreali e fruttate come fiori d’arancio, miele e pesca. Al palato, sono dolci ma equilibrati, freschi e armonici, perfetti per accompagnare dolci e dessert, specialmente quelli a base di frutta secca.
  • Barbaresco: un elegante vino rosso, prodotto con uva Nebbiolo. Rosso rubino quando è giovane che tende al granato con l’invecchiamento. Odora di frutti di bosco, fiori e menta e con il tempo anche il profumo diventa più complesso e ricorda il tartufo. Un vino abbastanza strutturato, corposo e persistente e si abbina perfettamente con i piatti tipici della cucina piemontese. 
  • Barbera d’Asti:  questa denominazione può essere solo dei vini prodotti in provincia di Asti e Alessandria o nelle zone limitrofe di Tinella e Colli Astiani e devono essere prodotti con Barbera almeno per il 90%. Il restante 10% può essere di altri vitigni a bacca nera, non aromatici e idonei alla coltivazione nel Piemonte. Un vino rosso molto intenso e caratteristico che può essere nobilmente invecchiato. Asciutto e corposo è uno dei vini più amati al mondo. 
  • Barbera del Monferrato Superiore: questo vino, da disciplinare, deve essere almeno per l’85% Barbera e il restante 15% può essere prodotto con uve Freisa, Grignolino e Dolcetta. La zona di produzione è in provincia di Alessandria, nello specifico nell’Alto e nel Basso Monferrato e in provincia di Asti. Dal gusto pieno e deciso, anche questo Barbera si presta bene all’invecchiamento.
  • Barolo: I Barolo DOCG devono essere necessariamente composti dal vitigno Nebbiolo, in una zona specifica dove ci sono i cosiddetti comuni Barolo e anche le condizioni ambientali devono essere quelle tradizionali della zona da cui nasce un vino di colore granato, intenso e armonico. Anche il Barolo Chinato fa parte di questa dicitura ma deve essere preparato da una base di Barolo senza l’aggiunta di altri mosti o vini. 
  • Brachetto d’Acqui o Acqui: ottenuto da uve provenienti per almeno il 97% dal vitigno Brachetto, questi vini possono essere anche passiti o spumanti, purché ne rispettino il disciplinare. Dal colore rosso rubino tendente al porpora, ha un profumo delicato con sentori di frutta matura e noti floreali. In bocca è morbido ed elegante e nella versione spumantizzata regala un perlage fine e persistente. Apprezzato per la sua freschezza e semplicità è ideale per accompagnare dolci e dessert.
  • Canelli: denominazione rivolta ai vini bianchi Canelli con un colore paglierino con riflessi dorati e bollicine fine e persistenti. Fresco e leggero anche questo vino si abbina molto bene con i dolci. La composizione calcarea del terreno dove si produce conferisce al Moscato delle colline Canelli delle caratteristiche uniche. A differenza di altri vini Moscato, questi vini hanno la capacità di invecchiare egregiamente. Un vino che rispetta le tradizioni ma che guarda al futuro e anche per questo è un vino molto apprezzato a livello internazionale. 
  • Dolcetto di Diano d’Alba o Diano d’Alba:  denominazione è riservata ai vini rossi prodotti con uve Dolcetto al 100%. Un vino rosso rubino con note intense e persistenti. Secco, armonico e vellutato con un caratteristico retrogusto di mandorla. Perfetto con zuppe e minestre, carne bianca e formaggi freschi. 
  • Dolcetto di Ovada Superiore o Ovada: uve dolcetto al 100%  della provincia di Alessandria, regalano un vino con note di ciliegia e prugna che al sapore può avere una leggera nota amara nel finale. Generalmente morbido e rotondo con tannini moderati e una buona acidità.
  • Dogliani: questi vini devono essere ottenuti esclusivamente da uve del vitigno dolcetto prodotte in specifiche aree di produzioni come Dogliani e Farigliano. Vini dal colore rubino intenso che arriva ad avere il colore delle more. Freschi e vivaci sono vini piacevolmente acidi con un sapore decisi e armonico. La combinazione di clima, terreno e tradizione vitivinicola delle Langhe Meridionali conferiscono ai vini Dogliani un terroir unico. Grazie alla loro versatilità si abbinano bene con una varietà di piatti, specialmente quelli della cucina piemontese. 
  • Erbaluce di Caluso o Caluso: la denominazione si può applicare ai vini bianchi e alle varianti spumante, passito e passito riserva, prodotte nei vari comuni di Torino, Vercelli e Biella. La storia e le leggende legate a questo vitigno, come quella della ninfa Albaluce aggiungono un fascino romantico a un vino che si distingue per il suo colore giallo paglierino con riflessi rosati e un gusto fresco e sapido. Questo vino ha un’eccellente capacità di invecchiamento, sviluppando nel tempo complessità e profondità.
  • Gattinara: il comune di Gattinara si trova ai piedi del Monte Rosa in una zona ideale per la viticoltura. Questi vini sono principalmente prodotti con uve Nebbiolo, localmente chiamate Spanna e sono ideali per l’invecchiamento perché i tannini presenti in gran numero permettono di svilupparsi nel tempo e di esprimere al meglio il terroir. Il Gattinara si distingue per il suo colore granato intenso e per il profumo di rosa e frutti rossi che insieme a una struttura ampia regalano un vino di un’eleganza innata. 
  • Gavi o Cortese di Gavi: un vino bianco che cattura l’essenza dell’uva Cortese. Originario della parte meridionale della provincia di Alessandria, questo vino è noto per la sua fresca acidità e delicati aromi floreali. Il terroir, un misto di suoli alluvionali e ricchi di minerali, conferisce al vino una vigorosità e complessità uniche. Con variazioni che includono il fermo, lo spumante e la riserva, il Gavi è un vino versatile che riflette il paesaggio storico della sua regione.
  • Ghemme:  vino rosso che richiede pazienza e ricompensa con profondità. Prodotto principalmente con uve Nebbiolo, può includere anche piccole quantità di Vespolina e Uva Rara. Il processo di invecchiamento, che comprende un significativo periodo in legno, contribuisce alla sua tonalità rosso rubino e al profilo speziato ed etereo. L’area di produzione del Ghemme, vicino alle pendici delle Alpi, fornisce un microclima unico che ne modella il carattere audace ma armonioso.
  • Nizza: precedentemente noto come Barbera d’Asti Superiore Nizza, è un vino rosso che esalta il potenziale dell’uva Barbera. Il vino è prodotto in una zona specifica all’interno della provincia di Asti e si caratterizza per il suo colore granato, aromi intensi e un palato armonioso. Il Nizza si distingue per il suo equilibrio di acidità e struttura, spesso esibendo un ricco bouquet di note fruttate e speziate.
  • Roero: disponibile sia in versione rossa (Nebbiolo) che bianca (Arneis), è una testimonianza della diversità dei vini piemontesi. I suoli sabbiosi dell’area del Roero conferiscono ai rossi un profilo tannico più morbido, mentre i bianchi sono noti per i loro sapori di albicocca e fiori bianchi. I vini del Roero sono un riflesso del paesaggio dinamico della regione, offrendo eleganza e una nuova prospettiva sulle varietà tradizionali piemontesi.
  • Ruchè di Castagnole Monferrato: un vino rosso tanto raro quanto aromatico. Prodotto prevalentemente con uve Ruchè, questo vino è un gioiello nascosto tra le colline del Monferrato. Presenta un colore rosso rubino e un intenso bouquet che combina frutta e spezie. Il Ruchè di Castagnole Monferrato è un vino che racconta una storia di tradizione e conservazione del patrimonio locale.
  • Terre Alfieri:  l’ultima aggiunta alla famiglia DOCG, con varietà sia di Nebbiolo che di Arneis. Questa denominazione si estende attraverso parti delle province di Asti e Cuneo, offrendo vini che sono profondamente connessi alla storia e alla geografia della regione. I vini delle Terre Alfieri si caratterizzano per la loro aderenza alla viticoltura tradizionale, con suoli argillosi, calcarei e sabbiosi che contribuiscono ai loro profili distinti.

DOCG Veneto

Il Veneto, è famoso per i suoi vini DOCG, che sono 14. Ogni tipo di vino ha il suo gusto unico che mostra quanto è bella e varia. Per esempio, c’è l’Amarone, che viene dalle colline di Valpolicella, e il Prosecco, che viene da Conegliano e Valdobbiadene

Ci sono vini rossi forti e pieni di sapori, come il Montello Rosso e il Piave Malanotte, e vini bianchi che sono leggeri e profumati, come il Soave Superiore e il Lison. Ci sono anche vini dolci, come il Recioto di Soave e il Recioto della Valpolicella, che sono perfetti con i dolci o da gustare da soli per rilassarsi e pensare.

Ogni vino DOCG del Veneto è come un biglietto per un’avventura che ti fa scoprire i gusti e i profumi di una terra piena di storie e cultura.

DOCG Toscana

Vini Docg

La Toscana, una delle regioni vinicole più celebri d’Italia, vanta una ricca tradizione enologica che si riflette nelle sue numerose Denominazioni di Origine Controllata e Garantita (DOCG). Questi vini rappresentano l’eccellenza della produzione vinicola toscana, garantendo qualità e autenticità.

Tra le DOCG più rinomate troviamo il Brunello di Montalcino, un vino rosso robusto e longevo, prodotto esclusivamente con uve Sangiovese. Questo vino è famoso perché può essere conservato a lungo e ha un sapore complesso. Si possono sentire aromi di frutti rossi, spezie e tabacco.

Il Chianti e il Chianti Classico sono altre due DOCG fondamentali della regione. Questi vini, fatti con uve Sangiovese, hanno sapori che vanno dai frutti rossi alle erbe. Hanno anche tannini che li rendono adatti a essere conservati a lungo.

Il Vino Nobile di Montepulciano è un altro vino rosso importante della Toscana, famoso per il suo gusto forte ma raffinato. C’è anche il Morellino di Scansano, un vino che si può bere facilmente e che sta bene con molti tipi di cibo. Entrambi sono vini speciali che rappresentano la tradizione e la varietà dei vini italiani.

Infine, la Vernaccia di San Gimignano è un vino bianco molto speciale della Toscana. È l’unico vino bianco in quella zona che ha un riconoscimento DOCG. Questo vino è apprezzato perché è fresco e ha un sapore che ricorda i minerali, il che lo rende perfetto da bere con il pesce o con cibi non troppo pesanti.

Questi vini non solo riflettono la diversità del territorio toscano, ma anche la dedizione e la passione dei viticoltori locali, che da generazioni lavorano per mantenere e migliorare la qualità dei loro prodotti.

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