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Il grande progetto che portò alla diffusione del Primitivo di Manduria in Italia e nel mondo è strettamente legato alla fondazione del Consorzio Produttori Vini nel 1932 a Manduria. Un disegno molto importante che favorì la concentrazione delle uve di quelle terre in una struttura adeguata per la vinificazione la commercializzazione. Così inizia la storia della cantina Produttori di Manduria.
La storia della Cantina Produttori di Manduria
La storia di questa cooperativa è legata alla storia di questo straordinario vino: il Primitivo di Manduria.
L’avventura inizia nel 1928 quando una ristretta cerchia di vignaioli rileva un vecchio stabilimento dove fu fondata la Federazione Vini, un’associazione, ufficializzata nel 1932 quando venne creato il “Consorzio Produttori Vini e Mosti rossi superiori da taglio per la zona di Manduria”.
Il Primitivo di Manduria fu per molto tempo considerato un vino di basso rango che dagli anni ‘90, grazie a una decisa inversione di rotta, fece risorgere questo vino puntando sulla qualità delle uve e sulle caratteristiche organolettiche del prodotto.
La Cantina Produttori di Manduria ha favorito il processo di evoluzione, sviluppo e diffusione di questo grande vino. Oggi la cantina dispone di mille ettari di vigna, di cui la metà è ancora coltivata con il sistema tradizionale ad alberello.
Questa cantina promuove inoltre diversi progetti di ricerca avviati in collaborazione con il CNR e l’Università di Bari e dal 2018 l’azienda in conformità con le normative è stata classificata come Azienda Sostenibile.
Come ogni grande vino, anche il Primitivo di Manduria Doc aveva bisogno di essere raccontato e la Cantina Produttori di Manduria, sa farlo con rispetto. All’interno è stato allestito un vero e proprio Museo che racconta le tradizioni di Manduria e la sua arte di fare il vino.
La storia del Primitivo di Manduria
La storia del Primitivo di Manduria è antica quanto il tempo. Giunto in Puglia con molta probabilità da un popolo dei balcani chiamato Illiri, da sempre dedito alla coltivazione della vite, il vino iniziò ad essere coltivato e commercializzato in tutto il Mediterraneo dai Fenici prima e dai Greci poi che iniziarono a coltivare soprattutto in Campania e in Basilicata i loro vitigni a bacca nera.
In Puglia il vino Ellenico non prese piede, a dimostrazione che in questi territori i vitigni a bacca nera esistevano già. In epoca romana per indicare un vino puro e non miscelato con acqua si usava il termine merum, parola che ritroviamo solo nel dialetto pugliese che ancora oggi indica il buon vino con la parola “mieru”. Può essere che le popolazioni autoctone conoscessero già un vino rosso buono: il Primitivo di Manduria, l’erede più diretto di ciò che i Romani chiamavano merum.
In queste terre, le vigne erano coltivate da uomini liberi, in città confederate come a Gioia del Colle, dove sono stati rinvenuti alcuni scavi archeologici che hanno portato alla luce antichissimi impianti di vinificazione.
Con i Romani iniziò un periodo di latifondo e schiavitù, la condizione servile dei contadini tolse al vino il suo carattere speciale e iniziò un periodo di decadenza che durò per tutto il Medioevo.
Solo i monaci tenevano in piedi le antiche tradizioni vitivinicole e proprio in Puglia i monaci basiliani avviarono un discreto mercato di vini con il Libano e la Siria. Si pensi che la parola “brindisi” pare derivare dalle solenni bevute di vino che i crociati facevano prima di imbarcarsi per la Terrasanta, e abbandonandosi all’ebbrezza del vino pugliese invocavano vittoria e salvezza. Da qui Fare come a Brindisi, Fare a Brindisi, Fare Brindisi.
Anche in epoca moderna personaggi importantissimi come Lorenzo il Magnifico acquistava il suo vino a Brindisi.
I primi documenti storici che attestano la diffusione del Primitivo di Manduria sono però più recenti e risalgono alla seconda metà del 1700, quando Don Francesco della chiesa di Gioia del Colle notò che tra le sue vigne, un vitigno giungeva a maturazione prima degli altri ed era caratterizzato da un’uva particolarmente nera, dolce e gustosa che era già pronta per la raccolta a fine agosto. Da qui iniziò la prima selezione per una monocoltura di Primaticcio, come veniva chiamato.
Anche se la storia del Primitivo nasce nelle Murge è a Manduria che si esprime al meglio. Portato a Manduria dalla nobildonna Sabini di Altamura che portò dalla sua città natale, in dote, alcune barbatelle scelte che Don Tommaso seppe sfruttare al meglio.
Il Primitivo di Manduria era più alcolico, rosso e corposo di quello di Gioia e persino i francesi vollero, alla fine degli anni ‘80, proprio questo vino per risollevare le sorti delle loro viti, distrutte dalla filossera.
Produttori di Manduria: i vitigni
Quasi tutta la superficie vitata dei vitigni della Cantina Produttori di Manduria è vocata alla produzione di Primitivo per lo più con il sistema di allevamento tradizionale dell’alberello o cespuglio basso con una densità media compresa tra i 4mila e i 5mila ceppi con una resa, nel caso del Primitivo di Manduria Doc che non supera i 90 quintali per ettaro.
La filosofia della Cooperativa dei Produttori di Manduria adotta una pratica di difesa delle colture, chiamata lotta integrata che prevede la drastica riduzione dell’uso di fitofarmaci e comporta diversi accorgimenti volti alla salvaguardia e alla tutela del territorio. La Cantina sospende inoltre l’uso di tutti i trattamenti antiparassitari circa 40 giorni prima della raccolta.
I Produttori di Manduria riservano grande attenzione anche a un altro grande vitigno autoctono: il Negroamaro che occupa il 25% di tutta la produzione. Di minor portata, ma non di minor qualità vista la cura che i Produttori di Manduria dedicano ai loro vigneti.
I nostri vini di Manduria
Nella nostra selezione dei vini di Produttori di Manduria puoi trovare:
- Primitivo di Manduria Lirica 2017: un vino rosso pugliese prodotto con il vitigno più tipico del territorio, prodotto da uve raccolte manualmente da vigneti di 20-50 anni coltivati ad alberello pugliese e a spalliera siti nella zona di Manduria. Colore rosso rubino con nuance granate, profumo intenso e complesso, di frutti maturi a polpa rossa (ciliegia, lampone, mora), in equilibrata fusione con accennate note tostate di legno. Sapore secco, caldo, morbido, tannico, persistente; ricorda appieno le sensazioni olfattive, ottimo con primi di terra, arrosti, brasati e formaggi di media stagionatura.
- Alice 2020 Verdeca Salento IGT: giallo dorato luminoso. Deliziosi profumi di biancospino e acacia, cedro e pompelmo giallo affiancano note minerali e saline. Soffi di erbe aromatiche. Fresco e sapido al palato con ritorno agrumato. Buona persistenza. Ottimo con piatti a base di pesce.
- Aka 2020 Primitivo Salento IGT: colore rosa corallo, cristallino, che anticipa la buona struttura del vino. Il profumo è caratterizzato da un fruttato fragrante che esprime – con una spiccata intensità – sentori di mela rossa, fragoline di bosco fresche e lampone. Al palato il sapore è secco e dona una sensazione pseudocalorica piacevole. Risulta morbido con una nota di freschezza percepibile ed una persistenza gusto–olfattiva prolungata. Perfetto come aperitivo con frutti di mare e ideale per accompagnare primi e secondi piatti della tradizione marinara del Salento.
- Primitivo di Manduria Dolce Naturale Il Madrigale 2016: è una specialità tradizionale della cantina dei Produttori di Manduria, prodotta con una vendemmia tardiva delle uve delle vigne più vecchie della tenuta. Il “Madrigale” è un Primitivo Dolce Naturale che mette bene in luce la predisposizione dei grappoli del Primitivo all’appassimento e alla vinificazione con un elevato tenore zuccherino. Un rosso da assaporare in compagnia, che dona un voluttuoso piacere e un’intensa esperienza gustativa, unica nel suo genere. Nel calice si presenta con una veste color rosso intenso dai riflessi porpora. Al naso si apre su aromi di marasca, frutta rossa matura, confettura di frutti di bosco a bacca scura, note speziate, tostate e di erbe della macchia mediterranea. Al palato è caldo e armonioso, suadente e ricco, con morbidi aromi fruttati e una trama tannica setosa ed evoluta. Il finale è di grande equilibrio gustativo e molto persistente. Vino da dessert da accompagnare con formaggi stagionati o erborinati, cioccolato fondente o con della pasticceria secca.
- Primitivo di Manduria Riserva DOC Elegia 2017: un Primitivo prodotto a partire da uve raccolte manualmente da vigneti di 50 anni coltivati ad alberello pugliese siti nella stessa zona di Manduria. Di colore rosso rubino con riflessi granati intensi. Il profumo è intenso e complesso, di frutti di bosco maturi (ciliegia, lampone,mora) e confettura (prugna). Sono chiari i sentori speziati di vaniglia e note balsamiche in finale. Al palato il sapore è secco, caldo, morbido, tannico, persistente, arrotondato dal ventaglio gustativo delle note tostate. Vino perfetto da abbinare a primi e secondi piatti saporiti a base di carni rosse. Ottimo anche con salumi e formaggi semistagionati.