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Etichette Vino: Conoscere il vino

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Leggere le etichette del vino è importantissimo per capire la bottiglia che si sta per acquistare. L’etichetta è una carta di identità della bottiglia e deve contenere tutte le informazioni e le caratteristiche del vino. Chi sa leggere le etichette sarà più agevolato negli acquisti evitando di portare a casa un vino indesiderato o che non soddisfa le nostre aspettative.

Fra tutti gli alimenti e le bevande soggette ad etichettatura, il vino rappresenta un caso particolare sia perché sono presenti normative a livello nazionale e comunitario, sia perché questa pregiata bevanda presenta infinite sfumature e varianti.

La legge a riguardo è molto chiara e determina il diritto del consumatore ad avere chiare risposte alle domande che costituiscono gli elementi principali dell’etichettatura vitivinicola.

Le 7 informazioni sempre presenti sull’etichetta

Il regolamento prevede, a seconda dei casi, la presenza sull’etichetta di alcune informazioni obbligatorie e altre facoltative. L’etichetta deve contenere sette indicazioni imprescindibili che servono ad identificare una precisa bottiglia di vino. Ovvero:

  • Denominazione di vendita
  • Indicazione dell’azienda imbottigliatrice
  • Paese di produzione
  • Volume nominale
  • Gradazione alcolica
  • Numero Lotto
  • Solfiti e altri allergeni

Tutte le indicazioni obbligatorie devono essere chiare e visibili e devono essere presenti sull’etichetta frontale o sulla retroetichetta.

L’etichetta permette dunque di valutare se il vino corrisponde alle nostre necessità e aspettative. Inoltre può essere molto utile se desideriamo cimentarci nell’abbinamento tra cibo e vino. Infine è la garanzia di qualità fornita dallo stesso produttore.

L’etichetta del vino prevede casi differenti a seconda della tipologia e del posizionamento nella Piramide della Qualità. L’etichetta di un Vino da Tavola sarà quindi differente da quella di un vino IG o DO.

Per approfondire l’argomento Leggi: La classificazione dei vini in Italia: Vdt,Igp, Doc, Docg

Le etichette dei Vini da Tavola

Esistono da sempre alcuni vini che non devono rispondere ad alcun disciplinare. Sono i vini da tavola che non hanno classificazione di qualità e quindi possono essere messi in commercio senza rispettare alcune caratteristiche obbligatorie previste dalle normative.

Gli elementi che necessariamente devono essere riportati sulle etichette del vino da tavola sono:

  • Essere prodotto attraverso la fermentazione alcolica totale o parziale di uve fresche o mosti di uve;
  • Avere un grado alcolico non inferiore a 9%;
  • Grado alcolico totale non superiore a 15%
  • Avere un’acidità totale non inferiore a 3,5 g/l

Sull’etichetta deve essere indicato il colore del vino se bianco, rosso o rosato. È vietato inserire l’indicazione d’annata, intesa come anno di vendemmia delle uve e del vitigno o dei vitigni utilizzati per il vino.

Le Etichette dei Vini con Indicazione Geografica o Denominazione d’Origine

Per i Vini IGP o IGT e DOC, DOP o DOCG è necessaria la presenza sull’etichetta di alcune informazioni richieste dal disciplinare:

  • La denominazione
  • La dicitura della denominazione per esteso
  • La menzione aggiuntiva quale classico, superiore o riserva
  • L’annata

I vini DOCG e i vini liquorosi o aromatizzati presentono anche una fascetta numerata che contiene le seguenti indicazioni sul fondo:

  • L’emblema dello Stato;
  • La dicitura Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali;
  • La sigla DOCG o DOV a seconda delle produzioni;
  • Il numero progressivo e la serie alfanumerica;
  • Il volume nominale del prodotto espresso in litri.

La fascetta è applicata sulla chiusura dei recipienti in modo tale da impedirne il riutilizzo.

Le etichette degli spumanti

Gli spumanti hanno regole particolari per la composizione delle etichette a causa della particolare tecnica di produzione che prevede una fase di lavorazione post vinificazione. Non è obbligatorio per i vini spumanti indicare la denominazione per esteso ma devono essere presenti sull’etichetta:

  • Vino spumante gassificato: Nel caso in cui al vino sia stata aggiunta anidride carbonica;
  • Vino Spumante: Quando l’anidride carbonica si sia sviluppata dalla fermentazione;
  • Vino spumante di qualità: Quando l’anidride carbonica proviene dalla fermentazione e nel complesso non deve superare i 3,5 bar e una gradazione alcolica di 9% vol.
  • Vino spumante aromatico di qualità: Quando il vino è prodotto da uve di vitigni aromatici, l’anidride carbonica proviene esclusivamente dalla fase di fermentazione, non inferiore ai 3 bar con gradazione alcolica non inferiore a 6% vol.

Se lo spumante viene fermentato in bottiglia, quest’indicazione può essere riportata sull’etichetta. Quando uno spumante è IG o DO la dicitura ammessa può essere “metodo classico” o “metodo tradizionale”.

Sull’etichetta deve essere anche riportato il contenuto zuccherino usando le dizioni tradizionali: Dosaggio Zero, Extra Brut, Brut, Extra Dry, Dry, Demi-sec, Dolce.

Gli altri tipi di vino e le loro etichette

Rimangono da esaminare le etichette del vino frizzante che può essere gassificato o con mosto parzialmente fermentato.

Questi vini non sono molto alcolici e non superano mai i 9% vol; e ha un’anidride carbonica compresa tra 1 e 2,5 bar. Il mosto parzialmente fermentato può essere indicato con la dicitura “filtrato dolce”.

Le etichette dei vini biologici e biodinamici

Un vino viene detto biologico quando proviene da uve 100% biologiche, ovvero coltivate senza l’utilizzo di agenti chimici o fertilizzanti con una vinificazione in cantina che prevede un utilizzo limitato dei solfiti. Ma come fare a capire se un vino è biologico?

In primis dall’etichetta. La menzione vino biologico viene usata quindi a partire dalla vendemmia e può essere riportato sull’etichetta anche il simbolo UE che riporta il logo BIO.

Un vino biologico può essere anche biodinamico. Si dice vino biodinamico quando è per l’appunto ottenuto grazie ad agricoltura biodinamica, caratterizzata dal non utilizzo di prodotti chimici e dalla limitazione dell’uso di macchinari.

L’agricoltura biodinamica si basa sul rispetto della natura e fa ricorso a compost naturali utilizzati solo in alcune fasi dell’anno.

Attualmente non esiste una regolamentazione europea che riguarda il vino biodinamico. Non esistono dunque ancora disciplinari in materia che ne regolamentano l’etichettatura. È possibile comunque trovarne menzione purché non indichino diciture non verificabili.

Conclusione

Se dunque non siete ancora esperti ma vi state chiedendo qual è il modo migliore per scegliere un vino, la risposta sta nel saper leggerne l’etichetta. Imparando a leggere l’etichetta nessuna cena importante, nessun regalo ad una persona cara e neanche la voglia di assaporare un vino di qualità potrà mandarvi nel panico e farvi aggirare con aria perplessa tra gli scaffali dell’enoteca di fiducia.

Se poi sei qui presso l’enoteca La Cantinetta, non ti resta che chiedere …

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