Esaurito
€14.00 Il prezzo originale era: €14.00.€12.15Il prezzo attuale è: €12.15.
Il Martini è un drink considerato un simbolo di classe e personalità. Per gli amanti degli aperitivi è un must-drink.
Ma come è nato il marchio di aperitivi più celebre al mondo? Era il 1863 quando due uomini, Alessandro Martini e Luigi Rossi, ebbero una visione. Vivendo in una terra fertile dove la vinicoltura incontra la botanica, riuscirono a creare il primo vermouth: il Martini Rosso.
Ancora oggi questa eredità si tramanda da generazione in generazione, rispettando sempre le ricette originali, di cui custodiscono gelosamente il segreto.
Oggi, Beppe Musso e Ivano Tonutti portano avanti l’eredità di Luigi Rossi.
Selezionano accuratamente i vini e controllano i processi di miscelazione di ogni prodotto, e ogni anno testano più di 500 tipi di erbe aromatiche.
Gli Aperitivi
Martini è, da sempre, sinonimo di aperitivo, e proprio per questo il marchio ha una vasta gamma di prodotti:
Grazie a una lunga storia e a un sapore unico, si dice Martini ed è subito aperitivo, ma perché? In Italia è diventato molto popolare perché è perfetto per socializzare e il suo sapore secco e forte stimola l’appetito prima della cena.
È un cocktail che ha conquistato la fama grazie a diversi personaggi famosi che lo hanno apprezzato e promosso nel corso della storia. Tra questi non possiamo non citare:
Quindi chi ha inventato il Martini?
Una delle storie più diffuse è che sia stato inventato da un barista ligure di Arma di Taggia, che lo avrebbe preparato per la prima volta nel 1912 a New York, per il magnate John D. Rockefeller. Questo spiegherebbe anche il nome del cocktail, che deriverebbe dal cognome del barista.
Un’altra ipotesi è che derivi da un cocktail chiamato Martinez, creato dal famoso barista Jerry Thomas, detto il professore, nel 1862. Il Martinez era a base di gin, vermut rosso, maraschino e bitter, e aveva un gusto più dolce e speziato. Si dice che il Martinez sia stato poi trasformato nel Martini, da Julio Richelieu nel 1870, rendendolo più secco e asciutto.
Infine, c’è chi sostiene che sia stato inventato direttamente dall’azienda torinese, produttrice del vermut dry, uno degli ingredienti base del cocktail. Questa tesi si basa sul fatto che il vermut dry di questo marchio era molto popolare negli Stati Uniti alla fine dell’Ottocento e inizio del Novecento, e che molti baristi lo usavano per preparare i loro drink.
Si può bere liscio o miscelato con del succo d’arancia, ma sempre e rigorosamente con ghiaccio. Viene utilizzato in tanti cocktail, tra cui spiccano il Manhattan, il Negroni e l’Americano.
A seguito di una reazione di ossidazione dell’alcool, che trasforma l’alcol in acido acetico.
La differenza sostanziale tra il martini e il vermouth dipende dalla gradazione alcolica, perché tecnicamente per essere considerato vermut un vino dovrebbe avere almeno 15,5% gradi, ma il Martini arriva a 14,4%.
Sofisticato, equilibrato e complesso. Un cocktail centenario in una versione contemporanea:
Il Martini è un drink considerato un simbolo di classe e personalità. Per gli amanti degli aperitivi è un must-drink.
Ma come è nato il marchio di aperitivi più celebre al mondo? Era il 1863 quando due uomini, Alessandro Martini e Luigi Rossi, ebbero una visione. Vivendo in una terra fertile dove la vinicoltura incontra la botanica, riuscirono a creare il primo vermouth: il Martini Rosso.
Ancora oggi questa eredità si tramanda da generazione in generazione, rispettando sempre le ricette originali, di cui custodiscono gelosamente il segreto.
Oggi, Beppe Musso e Ivano Tonutti portano avanti l’eredità di Luigi Rossi.
Selezionano accuratamente i vini e controllano i processi di miscelazione di ogni prodotto, e ogni anno testano più di 500 tipi di erbe aromatiche.
Gli Aperitivi
Martini è, da sempre, sinonimo di aperitivo, e proprio per questo il marchio ha una vasta gamma di prodotti:
Grazie a una lunga storia e a un sapore unico, si dice Martini ed è subito aperitivo, ma perché? In Italia è diventato molto popolare perché è perfetto per socializzare e il suo sapore secco e forte stimola l’appetito prima della cena.
È un cocktail che ha conquistato la fama grazie a diversi personaggi famosi che lo hanno apprezzato e promosso nel corso della storia. Tra questi non possiamo non citare:
Quindi chi ha inventato il Martini?
Una delle storie più diffuse è che sia stato inventato da un barista ligure di Arma di Taggia, che lo avrebbe preparato per la prima volta nel 1912 a New York, per il magnate John D. Rockefeller. Questo spiegherebbe anche il nome del cocktail, che deriverebbe dal cognome del barista.
Un’altra ipotesi è che derivi da un cocktail chiamato Martinez, creato dal famoso barista Jerry Thomas, detto il professore, nel 1862. Il Martinez era a base di gin, vermut rosso, maraschino e bitter, e aveva un gusto più dolce e speziato. Si dice che il Martinez sia stato poi trasformato nel Martini, da Julio Richelieu nel 1870, rendendolo più secco e asciutto.
Infine, c’è chi sostiene che sia stato inventato direttamente dall’azienda torinese, produttrice del vermut dry, uno degli ingredienti base del cocktail. Questa tesi si basa sul fatto che il vermut dry di questo marchio era molto popolare negli Stati Uniti alla fine dell’Ottocento e inizio del Novecento, e che molti baristi lo usavano per preparare i loro drink.
Si può bere liscio o miscelato con del succo d’arancia, ma sempre e rigorosamente con ghiaccio. Viene utilizzato in tanti cocktail, tra cui spiccano il Manhattan, il Negroni e l’Americano.
A seguito di una reazione di ossidazione dell’alcool, che trasforma l’alcol in acido acetico.
La differenza sostanziale tra il martini e il vermouth dipende dalla gradazione alcolica, perché tecnicamente per essere considerato vermut un vino dovrebbe avere almeno 15,5% gradi, ma il Martini arriva a 14,4%.
Sofisticato, equilibrato e complesso. Un cocktail centenario in una versione contemporanea:
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