Bollicine nel vino. Cosa sono e perché si formano
Quando pensiamo alle bollicine pensiamo ad un vino frizzante, brioso che si distingue dai cosiddetti vini fermi.
Le bollicine vengono prodotte grazie ad un processo chimico attraverso cui l’anidride carbonica che si produce durante la fermentazione non sparisca con la gestazione del vino. La pressione e i tempi di fermentazione determinano se un vino è frizzantino, frizzante o spumante.
Stappato il vino, l’anidride carbonica tende inevitabilmente a risalire in superficie creando così le bollicine o perle, da qui il termine perlage, che salgono verso l’alto in maniera più o meno vorticosa.
Un buon sommelier riesce solo guardando le bollicine a capire la qualità del vino e il loro grado di frizzantezza. Le bollicine dei vini leggermente frizzanti saliranno con minore intensità rispetto ai vini frizzanti, fino ad arrivare ai vortici di bollicine per gli spumanti.
La velocità e la concatenazione delle bollicine, poi, sono indicatori di qualità. Più il vino sarà di bassa qualità, più le bollicine saranno più grandi poco legate tra loro e saliranno con maggiore lentezza.
Per approfondire questo argomento leggi: Degustazione vini: L’Abc del principiante
Champagne, spumante, prosecco, Franciacorta. Tutti questi vini possono essere classificati con il termine “bollicine”. Le bollicine sono la caratteristica comune ai vini sopra elencati che risultano frizzanti a causa dell’anidride carbonica trattenuta nel vino. Le bollicine, però, non sono tutte uguali e per capire come avviene il processo ci vuole metodo!
Prosecco o spumante? Qual è la differenza?
Il fenomeno della formazione delle bollicine, anche conosciuto come perlage, per gli esperti, è la condizione necessaria per annoverare in questa categoria i vini frizzantini e spumanti.
Quante volte ci è capitato di chiamare prosecco qualsiasi vino frizzantino senza nemmeno sapere a cosa in realtà ci stessimo riferendo.
Il prosecco è un vitigno, e tra le altre cose lo stiamo chiamando anche col nome sbagliato! Il nome esatto è infatti glera, un vitigno molto diffuso in Veneto. Come ogni vitigno, lo si può vinificare fermo oppure spumantizzato. Il prosecco è un vino bianco che segue un disciplinare che ne definisce il tipo di uvaggio consentito, le aree di produzione e le norme per la vinificazione e l’etichettatura. Il prosecco avrà una bollicina a grana più o meno fine e aromatico con spesso toni floreali di rose e/o gelsomini o fruttati come la pera, il cedro o il melone.
Non tutti i prosecchi sono però spumanti. Una differenza fondamentale è che lo spumante è una categoria di vino a se stante prodotta attraverso un metodo specifico detto spumantizzazione.
La spumantizzazione del vino
Gli spumanti vengono prodotti attraverso un processo di spumantizzazione, ovvero la trasformazione di un vino base in spumante. Il processo prevede la rifermentazione del vino fino ad aggiungere una soluzione zuccherina addizionata da alcuni lieviti che permette una sovrapressione.
I metodi di spumantizzazione
Detto questo esistono diverse tecniche di spumantizzazione. Le più diffuse e utilizzate sono:
- Classico
- Charmat o Martinotti
- Metodo tradizionale sui lieviti
Il metodo classico è sicuramente uno dei metodi più conosciuti e utilizzati e prevede una rifermentazione in bottiglia, il metodo Charmat o Martinotti prevede una rifermentazione in autoclave, mentre il metodo tradizionale non prevede l’aggiunta di una soluzione zuccherina, ma una rifermentazione in bottiglia del residuo di zuccheri con il quale il vino è stato imbottigliato insieme ai lieviti della prima fermentazione.
Franciacorta e Champagne
Quando invece sentiamo parlare di Franciacorta o Champagne sappiate che ci si sta riferendo ad una precisa zona di produzione. Franciacorta è una zona vitivinicola lombarda, che si trova in prossimità di Brescia, mentre Champagne è una zona vitivinicola francese che si estende ad est di Parigi.
I vini Franciacorta sono vini DOCG, cioè di origine controllata e garantita e grazie ad una modifica introdotta nel 2010 nel disciplinare è stato inserito anche il metodo di vinificazione. In poche parole quando parliamo di Franciacorta ci stiamo riferendo ad una zona di produzione e ad uno specifico metodo di vinificazione che donerà al prodotto una bollicina sottile e persistente, con un perlage raffinato e lento nella risalita. Le fragranze tipiche del Franciacorta ricordano gli odori della tostatura e rimandano a fragranze biscottate, tostate con sfumature di spezie leggere. Le uve indicate per la produzione di Franciacorta sono Chardonnay e/o Pinot Nero e fino al 50% è permesso l’utilizzo anche del Pinot Bianco.
Lo champagne è un vino francese prodotto con metodo classico, conosciuto in tutto il mondo e comunemente associato alle bevute di lusso. Il suo nome deriva dalla zona in cui è prodotto ed è uno dei pochi vini a cui è stato attribuito un fondatore, l’abate benedettino Dom Pierre Pèrignon.
Per lo champagne vengono utilizzate le uve Pinot Noir, Pinot Meunier e lo Chardonnay, vinificati rigorosamente in bianco.
Il Glossario delle Bollicine
Per comprendere meglio il mondo del vino è necessario avvicinarsi attraverso un glossario, molto importante se si parla di spumanti o prosecco. Quando compriamo una bottiglia di “bollicine” ci scontriamo con termini mai visti, specie per chi è al primo approccio con il mondo dell’enologia.
Vediamo insieme quali sono le principali parole legate alle bollicine.
Extra-brut, dry e demi sec sono i termini principali utilizzati per indicare la quantità di zucchero presenti nel vini. Vengono assegnate a prosecco, champagne e spumante. I valori di riferimento sono presenti sull’etichetta e fanno riferimento alla tabella redatta dalla Commissione europea.
- Brut Nature: Viene anche detto a dosaggio zero perché presenta un residuo di zucchero inferiore o uguale a 3 grammi per litro. Sapore deciso e decisamente secco.
- Extra Brut: Qui il contenuto zuccherino è leggermente più alto e varia tra i 0 e i 6 grammi per litro. Secco con una nota di acidità.
- Brut: è la categoria meno zuccherina. Sapore pieno, lievemente acidulo e fruttato.
- Extra Dry o Extra Sec: contenuto zuccherino compreso tra i 12e i 17 grammi per litro, sapore più morbido.
- Dry o Sec: residuo di zucchero tra i 17 e i 32 grammi, iniziamo a parlare di vini dolci, ma ancora non abbastanza per accompagnare un dessert. Particolarmente indicati con la frutta.
- Demi-Sec: Vini dal contenuto zuccherino molto alto che varia tra i 33 e i 50 grammi per litro, sono gli spumanti notoriamente dolci. Particolarmente indicati per accompagnare i dessert, i dolci e i biscotti.