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Librandi, il punto di riferimento per chi ama il vino in Calabria

Cantina Librandi

Una delle più fiorenti realtà del vino calabrese si chiama Librandi

Librandi in Calabria significa storia e tradizione. Una delle più fiorenti realtà regionali, è diventata il punto di riferimento assoluto per chi ama il vino in Calabria. Una realtà che ha saputo elevare una piccola cantina a conduzione familiare in una delle più importanti aziende del vino in Italia. L’elevata qualità e la maestria nella produzione ha permesso alla cantina Librandi di diffondere il vino calabrese praticamente in tutto il mondo.

Una cantina scavata nella collina di Cirò Marina con una superficie di oltre 6 mila mq dove convergono le uve di diverse tenute dislocate nei comuni di Rocca di Neto, Strongoli, Crucoli e Casabona. Qui, il clima mediterraneo mescolato ai miti venti marini e alla protezione delle montagne della Sila permettono all’uva di maturare alla perfezione. A dominare sono soprattutto le varietà locali come il Gaglioppo, uvaggio molto utilizzato nella zona.

La filosofia di questa grande azienda può essere riassunta in un breve e importantissimo pilastro: amore e tradizione. Dire Librandi, infatti, significa fare riferimento all’unica cantina che nel tempo ha saputo recuperare vitigni autoctoni e dare nuova vita all’antica tradizione dei vini in Calabria.

Una vera e propria missione per la famiglia Librandi, un impegno che ancora oggi continua a crescere, sia in termini di superficie coltivata sia in merito alle sempre più numerose tipologie di vino prodotte.

Considerate che si parla di un’area di circa 350 ettari. Il cuore pulsante batte all’interno della Doc Cirò, ma nel tempo si è allargata nella Doc Melissa e nella Igt Val di Neto, con l’intento di valorizzare sempre di più territori, varietà e caratteristiche del vino calabrese più famoso al mondo.

La storia della Cantina Librandi

Quella che vi stiamo per raccontare è una storia fatta di valori e radici profonde. Un legame perfettamente rappresentato dalla storia della cantina Librandi. Una realtà che ha racchiuso in una sola famiglia l’attenzione e la cura meticolosa per ogni aspetto del lavoro.  Una famiglia diventata un simbolo dei vini calabresi in Italia e nel mondo.

Tutto ebbe inizio nel 1916, quando i fratelli Nicodemo e Raffaele Librandi decidono di prendere in affitto una vigna non più grande di un ettaro e mezzo.

Da allora l’amore per la vigna, il territorio e il vino portano i due fratelli ad allargare a piccoli passi la superficie, compra la casa del padre e la trasforma in una vera e propria cantina dove nel 1953 inizia a produrre e imbottigliare vino. All’epoca il vino Librandi era un vino popolare, semplice e a buon mercato.

Dopo pochissimo tempo l’azienda Librandi si piazzò quarta classificata come “piccola azienda agricola” e riceve in premio 50 mila lire messe in palio dal Ministero per l’Agricoltura. Da questo momento comincia una scalata, un processo di crescita che portò Tonino e Nicodemo Librandi ad elevare la cantina ad un brand aziendale divenuto simbolo del Cirò e del vino in Calabria.

Quello che emerge con forza è una famiglia tenace, appassionata e lungimirante che ha saputo trasformare brillanti idee in fatti, tenendo sempre i piedi per terra e camminando, per quanto possibile, su un sentiero lineare, senza intoppi, con poche cadute e nessuna battuta d’arresto. Questo non significa che non ci siano state difficoltà o che la famiglia Librandi non abbia dovuto contrastare pregiudizi e critiche.

L’esempio più lampante è l’ingresso di vitigni con un’area internazionale come lo Chardonnay o il Cabernet Sauvignon che entrano a gamba tesa nei vini bianchi quale il Critone o nel rosso Gravello. Dopo il successo del vino Duca San Felice, questa visione dal respiro più ampio non viene capita, soprattutto da un territorio ancora molto ancorato al passato.

La storia, però, guarda sempre avanti. Entrambe le etichette, fortemente criticate ebbero un’enorme fortuna in tutti i mercati e ricevono apprezzamenti da grandi sommelier e appassionati esperti da tutto il mondo.

L’impegno sociale

Ma il lavoro della famiglia Librandi va ricordato soprattutto per l’operazione culturale di cui si sono fatti promotori. Librandi ha salvato, raccolto e custodito una collezione di vitigni unica in tutta la Calabria. Un faticoso sforzo di ricerca sul territorio per salvare dall’estinzione antiche varietà a rischio e uno studio meticoloso di ricerca scientifica per l’identificazione genetica e la clonazione di queste varietà a rischio. Un lavoro immane che ha permesso la creazione di una letteratura viticola e ha favorito l’emergere della Calabria nel panorama nazionale e internazionale dei vini. La Calabria con il suo ricco scrigno di vitigni sconosciuti e un patrimonio genetico da fare invidia.

Un posto particolare in questa storia di uomini e viticoltori lo hanno le donne di casa Librandi. Enza e Concetta sono donne divine e di vino che hanno supportato e condiviso il grande sogno della cantina Librandi, contribuendo a dare all’azienda una sensibilità femminile e tramandando il culto familiare.

I vini Librandi

Tutti i vini della cantina Librandi esprimono con forza tutto l’amore e la passione per la terra. Il lavoro in cantina ha l’obiettivo di regalare al vino un’identità distintiva e tutta la personalità del vino Librandi.

IGT Calabria

La produzione di questi vini avviene nelle vigne dislocate nell Val di Neto. Caratterizzate da una terra calcarea a pochi km dalla Sila e a breve distanza dallo Jonio.

Un vino bianco di grande personalità. Molto fresco e fruttato, fatto con uve internazionali coltivate su suolo calabro: Chardonnay per il 90% e Sauvignon Blanc per il restante 10%.

Un bianco complesso, di grande longevità tratto da un vitigno storico calabrese, il Mantonico, rivalutato attraverso gli anni di ricerca e coltivato nella tenuta Rosaneti.

Un rosato delicato. fruttato e molto fresco. Un vortice creato dall’incontro tra Gaglioppo e Cebernet Franc, tra la tradizione e la piacevolezza dei vitigni internazionali.

Un rosso di grande personalità e struttura, il meglio per scoprire l’essenza della Calabria. Anche il nome fa rivivere la storia di un centurione romano che visse proprio in Calabria e fu il primo a lasciare tracce di viticoltura. Viene coltivato nella tenuta Rosaneti.

Questo vino unisce territorialità e carattere internazionale. Prodotto dalle migliori uve della tenuta Arcidiaconato è un rosso elegante, dal carattere internazionale.

  • Le Passule

Un passito fatto da uve Mantonico. Morbido e vellutato, è un ottimo vino da meditazione.

Doc Cirò

Un rosso tipico e tradizionale ma allo stesso tempo originale. Frutto di decenni di collaborazione e di tre generazioni di lavoro. Ottenuto da uve Gaglioppo, in purezza.

Un vino bianco fresco, fruttato e piacevole. Perfetto in estate, da accompagnare ad un’ottima grigliata di pesce. Ottenuto da uve di Greco Bianco in purezza.

Un vino che è sempre presente sulla tavola per la sua versatilità e versatilità di abbinamento. Ottenuto da uve di Gaglioppo.

È il miglior Gaglioppo della Cantina Librandi. Un vino che racconta la storia del suo territorio e il suo legame con la tradizione.

Doc Melissa

La zona del Doc Melissa è un’area limitrofa a quella di Cirò molto estesa, ma molto meno vitata. Le aree più coltivate sono quelle più interni, nei comuni di Melissa e Strongoli. Il terreno è calcareo – argilloso e regala vini rossi piacevoli e bianchi freschi e aromatici, prodotti in prevalenza di Gaglioppo con una parte minore di Greco Bianco.

  • Asylia Bianco

Un vino bianco fruttato e floreale. L’interpretazione più fresca del Greco Bianco calabrese. Un vino bianco, fruttato, sapido e fresco.

  • Asylia Rosso

Un rosso piacevole ottenuto da Gaglioppo in purezza e da una breve macerazione che regala un sapore immediato e fruttato.

Le Bollicine Librandi

Le bollicine sono una piccola passione che regala alcune bollicine Librandi prodotti sia con il metodo classico che con il metodo Martinotti.

Megonio è il miglior vino d’Italia

Il Megonio 2019 di Librandi, si è aggiudicato il titolo di miglior vino italiano secondo la bibbia dei sommelier AIS: la Guida Vitae 2022. Al primo posto delle 100 bottiglie dei migliori vini italiani, questo premio ha ribadito ancora una volta la qualità de vini calabresi che ultimamente sono sempre più apprezzati nel panorama internazionale.

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